Quale è il senso?
Gennaio 19, 2009 on 11:21 am | In Politica | No CommentsQuale è il senso di quanto accade da sessant’anni nei territori della Palestina tra arabi ed ebrei?
Dopo una lunga pausa torno a scrivere dalle pagine virtuali del mio blog affrontando un tema caldo, tanto caldo da sciogliere anche le distinzioni nette, ed intendo quelle politiche, che si registrano nel nostro paese.
Parrebbe opportuno reminiscere un pò di storia, ma chi tratta di questi temi e chi legge di questa storia, quanto meno, l’ha letta.
Il punto nevralgico è se riconoscere o meno l’esistenza di un popolo, quello ebraico, ed il suo relativo Stato; conseguentemente se ammettere che tale Stato fosse leggittimato a difendersi da uno (pseudo)altro che tenta di distruggerlo ed anzi ha come fine ultimo l’annientamento di quello sionista. Su tale cruciale passo, a mio modo di vedere, si è scritta, si scrive e si scriverà la storia tra due religioni: islamismo ed ebraismo. Più in generale la storia tra due fronti opposti, purtroppo, ma negarlo sarebbe distorcere la realta: occidente ed oriente.
Gli ebrei, notevolmente semplificando il quadro storico, per vicissitudini “varie” che risalgono all’Impero Romano, hanno vissuto una diaspora lunga quasi due millenni. A tale situazione si tentò di porre freno, realmente, alla fine della Prima Guerra Mondiale, quando la Gran Bretagna si trovò a gestire, quale lascito per la vittoria, le terre di Palestina favorendo l’immigrazione, prima lecita poi clandestina, degli ebrei sparsi per il mondo che “avevano desiderio” di tornare nella loro storica terra. Arriviamo così, balzando di decenni in decenni, alla nascita, nel 1948 per opera delle Nazioni Unite dello Stato di Israele ed alla spartizione delle terre di Palestina tra palestinesi arabi e palestinesi ebrei. Da questa data una sanguinosa ripetizione di eventi bellici ha caratterizzo gli anni che giungono fino ai nostri giorni, con tentativi inutili di mediazione e spartizione tra una parte, quella ebraica, che rivendica le proprie terre e un proprio stato e l’altra parte, quella araba che considera occupanti, oppressori e nemici gli ebrei ed ha come unico fine il loro totale annientamento.
Da quanto fin qui scritto penso sia chiaro il mio pensiero. Le colpe non stanno da una sola parte ma vanno equamente divise. Tuttavia un popolo, attualmente governato da terroristi se pur eletto democraticamente, non può avere come fine ultimo quello dell’annientamento di un altro popolo, come da tempo va predicando il grande alleato dei palestinesi arabi cioè l’Iran. Anche Hitler fu eletto democraticamente! Due popoli per due Stati. Questa sarebbe la soluzione più giusta, mai accettata dai palestinesi arabi.
Sulla vicenda palestinese, a mio modo di vedere, si gioca una questione che va al di là di Arabi ed Ebrei. E’ una questione di civiltà che l’occidente deve fronteggiare e risolvere con la collaborazione dell’oriente, per non soccombere come già sta accadendo, a quest’ultimo.
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