Reduci sessantottini

Ottobre 28, 2008 on 7:22 pm | In Politica |

Ho lasciato il liceo qualche anno fa. Cinque anni fa precisamente. Sono ancora uno studente universitario. Quello che più mi ha colpito in questa paradossale situazione di protesta è la capacità di ribaltare la realtà, di ribaltare anche ciò che il legislatore fortunatamente mette su carta, cioè la legge. Da questo momento viene fuori lo strumento che meglio sa usare la parte sinistra, imperniata di ragioni, filosofie, schemi, modi d’essere… del ‘68: la demagogia.
Non voglio entrare nel merito della legge. Per una analisi più accurata dei contenuti vi rimando al sito dell’amico Gianmario che sta analizzando molto dettagliatamente i contenuti degli atti legislativi in questione. Tuttavia qualunque persona di buon senso si renderebbe conto della necessità di riformare un sistema che fa acqua da tutte le parti. Un sistema che è drammaticamente carente su un argomento sostanziale: la cultura.
Questi provvedimenti ritengo vadano nella direzione giusta.
La cosa che più di tutte mi rammarica e mi fa rabbia è vedere in giro tutti quei sessantottini che rivivono in questa protesta i loro anni migliori. Felici e contenti di fomentare, aizzare e strumentalizzare giovani studenti che hanno come unico scopo quello di far festa a scuola. Consapevoli del loro insuccesso passato del quale noi giovani continuiamo a pagarne i debiti di incontabile ammontare, rivedono in questa protesta la possibilità di riprendere ciò che fortunatamente la storia gli ha tolto dalle mani. Non si spiegano altrimenti le dichiarazioni di un filosofo torinese, docente dell’università subalpina, che in merito alle proteste ha avuto modo di dire dalle righe del quotidiano italiano più letto che “è un vero peccato che il ‘68 non sia continuato, è stato un grande sogno che adesso abbiamo l’opportunità di riprendere“.
Quant’è che ci renderemo conto che persone come questa tentano di minare ancora il nostro futuro?
La nostra vittoria sarà tale se noi giovani riusciremo a riformare un sistema che riporti a punto di riferimento la meritocrazia, che elimini le baronie dalle università, che cacci a calci nel sedere professori incompetenti che danneggiano il nostro sapere. Un sistema che faccia in modo tale da poter dare agli studenti tutti gli stumenti necessari affinchè gli stessi possano confrontarsi parimenti con studenti provenienti da università qualificate di altri paesi. Un sistema che non permetta di sperperare i fondi statali per pagare gli stipendi a coniugi, figli e parenti dei boss universitari. Un sistema che permetta a noi giovani di studiare e farlo bene.
Se ciò non è in linea col nostro futuro allora protestiamo pure, però facciamolo anche ad aprile, a maggio ed a giugno e non sono prima delle feste di Natale… Saremo solo poco credibili e daremo forza e sfogo ai sessantottini esiliati nel buio delle loro menti.

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