Contro la camorra, per la legalità

Ottobre 11, 2008 on 4:50 pm | In Politica |

“Noi, cittadini onesti dell’Agro aversano, con questa raccolta firme intendiamo esprimere il nostro sostegno all’iniziativa del Governo che ha deciso di inviare 500 paracadutisti della Folgore, in aggiunta alle 400 forze dell’ordine già sul territorio, per contrastare la Camorra. È un’iniziativa che aspettavamo da tempo, che ci auguriamo non abbia limiti temporali e che può segnare un nuovo inizio per il lungo percorso di legalità che serve all’Agro aversano”.
È questo il testo della raccolta firme “contro la Camorra, per la Legalità”, organizzata da Giuseppe Lucariello e Antimo Menditto, rispettivamente Presidente e Vice Presidente del circolo di Azione Giovani di Aversa e che si terrà domenica mattina dalle ore 10 in via Roma, angolo Piazza Municipio.
La petizione è indirizzata al Presidente del Consiglio, On. Silvio Berlusconi, al Ministro degli Interni, On. Roberto Maroni e al Ministro della Difesa, On. Ignazio La Russa.
“Per la prima volta nella storia d’Italia, il Governo prende sul serio la minaccia del clan dei casalesi. L’invio dell’esercito è una misura che aspettavamo da tempo e che ci auguriamo duri fino alla vittoria, come ha detto il Ministro Maroni. La battaglia è lunga”, afferma Gianmario Mariniello, consigliere comunale e Dirigente nazionale di Azione Giovani.
“La nostra raccolta firme non è solo un atto a sostegno del Governo. Ma è anche un piccolo segnale che vogliamo dare alle istituzioni. La gente onesta dell’Agro aversano è dalla parte della legalità, dalla parte dell’Esercito e delle Forze dell’ordine”, sottolinea Dino Carratù, dirigente provinciale di AG e vice presidente cittadino di Alleanza Nazionale.

1 commento »

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  1. Ma lo Stato dov’è?

    Sei mesi fa il centrodestra ha vinto le elezioni
    anche sull’onda di un’impressionante
    campagna che alimentava le paure dei
    cittadini e prometteva «tolleranza zero».
    Pugno di ferro contro la criminalità, città più
    sicure, esercito nelle piazze, controlli a tappeto
    sull’immigrazione clandestina e via
    elencando repressioni e dissuasioni. Parlava
    meno di mafia e di camorra, di corruzione e
    di malaffare indigeno, quella campagna, ma
    pur nella notevolissima omissione ha avuto
    efficacia: tutti ricordiamo i sopralluoghi
    marziali di sindaci e leader politici sui «luoghi
    del delitto», le dichiarazioni alle tv all’indomani
    di violenze carnali e aggressioni in
    periferie poco illuminate. Votateci e tutto
    questo finirà, dicevano.
    Sonopassatiseimesielaviolenzasugli inermi
    dilaga. Bande di ragazzini armati di un
    vocabolario di destra e di coltelli aggrediscono
    una coetanea colpevole di essere vestita
    come una «di sinistra». Paola Natalicchio
    racconta l’incubo di un’adolescente ridotta
    a vomitare in bagno, sanguinante, su un
    treno urbano di Roma. A Rimini – scrive
    Enrico Rotelli – un clochard è stato bruciato
    sulla sua abituale panchina, forse colpevole
    di aver visto qualcosa di troppo nel commercio
    di droghe che si svolge abitualmente
    nel parco. A Bergamo il controllore di un
    mezzo di trasporto ha costretto un immigrato
    a spogliarsi nudo in pubblico.
    Una ragazzina, un senza tetto, uno straniero.
    Gente che non si può difendere, che lo
    Stato dovrebbe difendere. Lo stesso Stato
    che minaccia di mandare la forza pubblica
    nelle scuole, che scheda professori e presidi
    in agitazione. Lo stesso Stato che appare
    impotente davanti ai raid dei tifosi di calcio,
    che contro la prostituzione propone una
    legge che lascia liberi i mercanti di donne e
    che – è notizia di ieri, questo giornale l’ha
    anticipata – mette all’esame del Parlamento
    una proposta per schedare i senza casa e
    per organizzare ronde di cittadini. Poi le
    provocazioni di piazza e leminacce di frange
    estreme della destra contro giornalisti e
    cittadini liberi. Achille Serra, in un desolato
    diario, racconta dell’impotenza del Parlamento
    di fronte a tutto questo.
    Nonèunbelmomento, davvero.LaConfesercenti
    parla della Mafia spa, 130miliardi
    l’anno di fatturato. I trasporti sono nel caos.
    La Chiesa attacca la Cassazione sul caso di
    Eluana e interferisce sulla politica di Obama:
    tutta questa ricerca sulle staminali potrebbe
    far male, dice il Papa. Male a chi? La nostra
    inchiesta oggi racconta un’altra storia di
    omissioni e inerzie: all’Italia secondo uno
    studio della Bocconi servono 1926 chilometri
    di nuove strade nei prossimi 12 anni per
    raggiungere gli standard europei. Se non
    saranno realizzate nel 2020 avremo pagato
    un conto di 133 miliardi di euro. Marco Bucciantini
    e Roberto Rossi illustrano le opere
    non fatte e i costi del non fare. È la prima di
    quattro puntate. Per i dieci minuti di aria
    necessari a chi vive in apnea suggerisco la
    lettura di Flavio Soriga e Roberto Alajmo,
    scrittori che porteranno il loro sguardo su
    queste pagine. È di Maristella Iervasi, infine,
    il racconto della vita di Albino Bernardini, 91
    anni, il maestro che da Lula a Pietralata ha
    cambiato la scuola. La parola dei giovani,
    l’esempio dei vecchi.

    Commento di genny — 12 Novembre 2008 #

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