I professionisti sindacalisti
Aprile 19, 2008 on 6:28 pm | In Politica |Quando parlo del sindacato cerco sempre di frenare il mio istinto, che per tale materia, diventerebbe irrazionale. Forse perchè non ho stima del sindacato e dei sindicalasti. Il sindacato, attualmente e secondo il mio modestissimo parere, invece di dare attenzione alle istanze di chi da loro è rappresentato, il popolo dei lavoratori, fa politica attiva e si tramuta in un trampolino di lancio per arrivare al palazzo, vedi Coffereti e Pezzotta, per citare i casi temporalmente più vicini. Opportunità? No, opportunisti!
L’altra avversità personale, in una trattazione a carattere generale, riguarda il rapporto con la Carta Costituzionale. E’ un mio pallino fisso che puntualmente ricorre quando tratto l’argomento. L’art. 39 della Costituzione recita: “L’organizzazione sindacale è libera. Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge. […] I sindacati registrati hanno personalità giuridica. […]”. Senza, adesso, voler analizzare le ragioni e le radici storico-politiche che animarono l’Assemblea costituente, un dato appare evidente. I sindacati non sono registrati ergo non sono persone giuridiche ergo regnano nella completa anarchia. La libertà, costituzionalizzata, è un valore fondamentale. In tale contesto si è arrivati al paradosso della “libertà nociva”. Per quale strategico motivo non devono essere registrati presso un istituto che gli garantisce la più assoluta libertà? Per quale strana strategia complottistica questi stessi non devono presentare bilanci? Per quale avversità storica non si riesce a sapere con certezza a quanto ammonta il numero degli iscritti di una sigla sindacale onde riconoscere il potere di contrattazione? Ecco, allora, la scelta della anarchia.
Ecco perchè sono daccordo con quanto affermato da Montezemolo. Basta con i professionisti del veto, rispettassero prima la Costituzione, si facessero realmente garanti delle istanze dei lavoratori e non difendessero solo le utilità personali. Dopo ciò si potrebbe ricominciare a trattare con queste, e sottolineo queste, parti sociali.
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Ti consiglio un libro:
L’altra casta, di Stefano Livadiotti (Bompiani)
Un libro che farà molto arrabbiare la Destra e la Sinistra, il Governo e l’opposizione, ma soprattutto: i sindacati.
“Le allegre finanze del sindacato: la sola Cgil ha un giro d’affari valutato in un miliardo di euro. I delegati delle tre centrali sindacali sono 700 mila, sei volte più dei carabinieri. I loro permessi equivalgono a un milione di giornate lavorative al mese. E costano al sistema-paese un miliardo e 854 milioni di euro l’anno.”
I sindacati sono oggi nel pieno di una profonda crisi di legittimità, che rischia di cancellare anche i loro meriti storici. Lo strapotere e l’invadenza delle tre grandi centrali confederali, e le sempre più scoperte ambizioni politiche dei loro leader, hanno prodotto nel paese un senso di rigetto. Lo documentano tutti i più recenti sondaggi d’opinione: solo un italiano su venti si sente pienamente rappresentato dalle sigle sindacali e meno di uno su dieci dichiara di averne fiducia. L’immagine del sindacato come di un soggetto responsabile, capace di interpretare gli interessi generali, si è dunque dissolta. E ha lasciato il posto a quella di una casta iperburocratizzata e autoreferenziale che ha perso via via il contatto con il paese reale, quello delle buste paga sempre più leggere e delle fabbriche dove si muore troppo spesso. Un apparato che, in nome di una concertazione degenerata in diritto di veto, pretende di avere l’ultima parola sempre e su ogni cosa. Che si presenta come il legittimo rappresentante di tutti i lavoratori. Ma bada in realtà solo agli interessi dei suoi iscritti, che valgono ormai meno di un quarto dell’intero sistema produttivo nazionale. E perciò si mette puntualmente di traverso a qualunque riforma in grado di mettere in discussione uno ’status quo’ fatto di privilegi.
Commento di GM — 23 Aprile 2008 #
@GM: mi sa che potevo collaborare alla stesura del libro…
Scherzi a parte, mi aspetto un intervento netto e preciso da questo nuovo governo anche se sono consapevole che non è intenzione di alcuno inimicarsi i sindacati; basterebbe solo farlo capire all’opinione pubblica. Poi “avoglia” di scioperare!
Commento di Dino — 23 Aprile 2008 #
Bravo!
E’ bello vedere che esistono ancora ragazzi a posto e con le idee giuste.
Commento di IVANA — 24 Aprile 2008 #
@IVANA: Grazie Ivana, ma penso che oltre alle idee giuste ci sia bisogno di fatti giusti che modifichino questi dati di fatto obbrobriosi.
Commento di Dino — 24 Aprile 2008 #